I Premi del Festival del Tempo Short Film
Dopo 7 intense serate di proiezioni, dal 27 maggio al 6 giugno 2026 a Roma, dei 48 Film della Selezione Ufficiale, scelti tra le 2582 candidaturepervenute da tutto il mondo, il Festival del Tempo giunge alla conclusione: nella speciale Serata di Premiazione di mercoledì 10 giugno 2026 presso Logical Space, sono stati conferiti i Premi per il Miglior Film di ciascuna categoria, i Premi della Giuria, il Premio per il Miglior Attore/Migliore Attrice, il Premio per la Migliore Regia e quello per la Migliore Sceneggiatura. Tutti i film sono stati valutati dalla Giuria del Pubblico che è intervenuto nelle varie serate e da una Giuria tecnica composta da Silvia Di Tosti – progettista culturale e curatrice – Alberto D’Amico – artista, regista e curatore – Claudio Di Patre – critico cinematografico – Roberta Melasecca – direttrice artistica del festival e curatrice.
Tutti i Film della Selezione Ufficiale sono stati scelti per il loro carattere poetico, evocativo, metaforico, capaci di affrontare temi di grande attualità senza perdere visione e speranza, volontà di dialogo e condivisione, ognuno generando piccole comunità resistenti e collaboranti. Il Festival si è aperto il 27 maggio con la mostra Cieli Aperti di Alessandra Di Francesco, per poi proseguire con un intenso programma di proiezioni a Studio Campo Boario, Kou Gallery, AAIE Center for Contemporary Art.
QUI LA RASSEGNA STAMPA:
https://www.festivaldeltempo.it/wp-content/uploads/2026/06/Rassegna-stampa-Festival-del-Tempo-VII-Edizione.pdf
MIGLIOR FILM DI ANIMAZIONE
Down The Hatch di Alexandra Lukina – STATI UNITI

Attraverso una potente costruzione simbolica, questo film di animazione trasforma la bottiglia in una metafora complessa e stratificata: vuoto a perdere, spazio da cui è difficile fuggire, ma anche contenitore di messaggi e silenziose richieste di aiuto. Nel racconto di una bambina che si confronta con la dipendenza della madre, la bottiglia assume una duplice natura, diventando al tempo stesso rifugio e prigione. Con straordinaria sensibilità e una notevole forza poetica, l’opera affronta il delicato tema dell’alcolismo attraverso immagini metaforiche di grande intensità visiva ed emotiva, restituendo con rara efficacia il peso delle fragilità e la complessità dei legami affettivi.
PREMIO DELLA GIURIA FILM DI ANIMAZIONE
Ana Morphose di Joao Rodrigues – PORTOGALLO

Attraverso una raffinata animazione di straordinaria forza immaginifica, questo cortometraggio trasforma il mondo dei libri e della letteratura in una realtà alternativa, sospesa e sorprendente, dove le leggi della fisica sembrano dissolversi. In questo universo poetico una bambina è chiamata a trovare il proprio posto nel mondo, dando vita a una metafora delicata e universale della condizione umana. Con sensibilità narrativa ed efficacia visiva, l’opera riesce a parlare a ciascuno di noi, evocando il desiderio di appartenenza, la ricerca di sé e il potere immaginativo delle storie.
PREMIO DELLA GIURIA FILM DI ANIMAZIONE
Flower Bot di Elio Dubus, Margaux Hallot, Tiphaine Houdeau, Loïs Pastor, Marie Piazza, Clémence Thomire, Ludovic Vasse, Aurélia Zerhouni – FRANCIA

Realizzato da un gruppo di studenti dell’ESMA Toulouse, questo cortometraggio animato colpisce per l’eccezionale qualità del disegno e la cura minuziosa di ogni dettaglio visivo. Ogni fotogramma si presenta come una piccola opera d’arte, capace di coniugare raffinatezza tecnica e intensità emotiva. Attraverso una storia semplice e profondamente toccante, l’opera risveglia sentimenti universali di speranza, solidarietà e condivisione, ricordandoci il valore dei legami umani e della fiducia nel futuro.
MIGLIOR DOCUMENTARIO LUNGO
Ensemble di Manuel Cundari, Eugenio Piluso – ITALIA
Il documentario mette in evidenza, in modo spontaneo ed autentico, un quadro di storie difficili, fatto di primi piani e spazi condivisi, in un’atmosfera di insolita leggerezza e speranza. Quel genere di documentari necessari per raccontare storie d’impegno e rinascita. Il lavoro dei due registi si distingue inoltre per una pratica cinematografica fondata sull’incontro e sulla costruzione di legami autentici con i protagonisti, superando l’idea di un autore esclusivo e autoreferenziale. Ne emerge una concezione del cinema come spazio di relazione e di comunità, aperto al dialogo e alla condivisione, capace di generare nuove prospettive e di riaffermare il valore umano e sociale dell’atto creativo.
PREMIO DELLA GIURIA DOCUMENTARIO LUNGO
La poesia delle materie scartate di Manuel Canelles – ITALIA

Il film costruisce un ritratto intimo e prezioso di Riccardo Dalisi, intrecciando documenti d’archivio, testimonianze di artisti e designer che ne hanno condiviso il percorso e le parole dello stesso maestro raccolte poco prima della sua scomparsa. Attraverso le sue opere, che diventano il filo conduttore di una narrazione ricca e stratificata, il documentario restituisce con profondità e sensibilità la complessità umana e creativa di uno dei più grandi protagonisti del design e dell’arte contemporanea. Più che una semplice biografia, l’opera si configura come una riflessione sul valore dell’atto creativo come pratica di relazione e di costruzione di comunità, qualità che hanno reso Riccardo Dalisi una figura unica e imprescindibile nel panorama culturale italiano e internazionale. Un film capace di custodirne la memoria e di trasmetterne con intensità l’eredità artistica e umana.
MIGLIOR DOCUMENTARIO SHORT
La mia parte di Emanuele Gabrieli, Antinea Radomska – ITALIA

Il documentario restituisce con limpidezza, passione e straordinaria sensibilità la figura di Isabella del Bianco, protagonista preziosa e forse troppo a lungo trascurata del panorama pedagogico e teatrale italiano. Privo di ogni compiacimento retorico, il documentario costruisce con naturalezza e ritmo una narrazione luminosa e coinvolgente, capace di restituire tutta la ricchezza umana e artistica della sua eredità. Attraverso lo sguardo affettuoso e consapevole di chi ne è stato allievo, il film si trasforma in un atto di riconoscenza e di memoria, mostrando come il vero insegnamento non risieda nel superare il Maestro, ma nel custodirne e rinnovarne l’esempio. Ne emerge il ritratto di un’artista capace di abitare il mondo lasciando tracce profonde nel corpo e nella vita degli altri. Un’opera intensa e vibrante, che celebra la trasmissione del sapere come una delle più alte forme di creazione.
PREMIO DELLA GIURIA DOCUMENTARIO SHORT
Chi siamo n°1 – Mamma di Leonardo Casarolli – ITALIA

Il documentario affronta con leggerezza, sensibilità e sorprendente maturità una domanda apparentemente semplice, capace però di dischiudere una trama profonda di sentimenti, relazioni ed emozioni. Divertente e commovente al tempo stesso, questo documentario, realizzato da un giovanissimo regista, si distingue per la sincerità del suo sguardo e per la capacità di trasformare l’ordinario in occasione di meraviglia e riflessione. Con autenticità e naturalezza, l’opera restituisce quella purezza di visione che appartiene all’infanzia e che troppo spesso viene smarrita nell’età adulta. Un invito a riscoprire uno sguardo libero da pregiudizi, capace di interrogare il mondo con curiosità, empatia e stupore. Un film che, con semplicità e profondità, ci ricorda quanto sia prezioso conservare la capacità di guardare la realtà con gli occhi dei bambini.
PREMIO DELLA GIURIA DOCUMENTARIO SHORT
Davide, where are you? di Cecilia Rizzuto, Marco Pinnavaia – ITALIA

Il documentario è una narrazione originale ed inedita nella quale i registi scelgono di mettersi in gioco in prima persona, trasformandosi essi stessi nei protagonisti di una missione guidata dall’amicizia e dall’amore. Attraverso un racconto intimo e sincero, il documentario apre a riflessioni universali sul senso del vivere, sul desiderio che accompagna ciascuno di noi nel perseguire obiettivi e traguardi e sulla necessità di sottrarsi alla logica del successo perseguito a ogni costo. Con sensibilità e autenticità, l’opera invita a ripensare il valore delle relazioni, del tempo condiviso e delle aspirazioni più profonde, restituendo una visione della vita in cui la realizzazione personale coincide con la capacità di riconoscere ciò che conta davvero. Un film che, con delicatezza e intensità, celebra la dimensione umana dell’esistenza al di là di ogni ambizione effimera.
MIGLIOR FILM SPERIMENTALE E VIDEO ARTE
Sympoiesis di Ana Baer, Rocio Luna – MESSICO

Il film fonde danza, corpo e natura in una potente esperienza visiva, capace di trasformare la performance artistica in uno strumento di denuncia e di profonda riflessione sul rapporto tra l’essere umano e l’ambiente. Attraverso la tragedia che incombe sul Lago di Cuitzeo, il film costruisce una narrazione di straordinaria forza evocativa, in cui la fragilità della carta, materia che avvolge il corpo e ne assume le forme senza riuscire a proteggerlo, si fa metafora della vulnerabilità della natura e delle conseguenze delle nostre azioni. Con immagini di rara intensità poetica e una sapiente costruzione simbolica, l’opera immerge lo spettatore nella bellezza dei luoghi e, al tempo stesso, nella consapevolezza della loro progressiva devastazione. Un film sperimentale che coniuga ricerca formale e urgenza civile, restituendo con grande sensibilità una riflessione profonda sulla responsabilità collettiva e sulla necessità di ristabilire un equilibrio con il mondo che abitiamo.
PREMIO DELLA GIURIA FILM SPERIMENTALE E VIDEO ARTE
Prima che arrivi AL di Simonetta Barbon – ITALIA

Un film coraggioso, originale, non scontato, che affronta uno dei temi più delicati e dolorosi dell’esperienza umana, scegliendo di sottrarsi a ogni facile retorica e a ogni compiacimento melodrammatico. Senza indulgere nel tragico o nello straziante, il film racconta con sensibilità e misura la realtà dell’Alzheimer, una malattia che erode la memoria, attraversa la dimenticanza e sembra sospendere il tempo stesso della vita, cancellando progressivamente la storia personale e i riferimenti dell’identità.
PREMIO DELLA GIURIA FILM SPERIMENTALE E VIDEO ARTE
Vulnerare di Sergio Mario Illuminato – ITALIA

Il film trasforma uno spazio carico di memoria e di assenze in un luogo di riflessione sul rapporto profondo tra arte e vulnerabilità. Ambientato in un ex carcere, dove il tempo sembra essersi cristallizzato tra iscrizioni incise dai detenuti e fascicoli dimenticati dalla polvere, il film costruisce una narrazione densa e suggestiva, capace di intrecciare memoria individuale e collettiva. Con sensibilità e rigore, l’opera mette in luce come la bellezza e la forza della creazione possano nascere anche dalle esperienze più dolorose e tragiche dell’esistenza, restituendo all’arte la sua capacità di custodire le ferite, dare forma alla fragilità e generare nuove possibilità di senso. Un film intenso e profondamente evocativo, che invita a riconoscere nella vulnerabilità una dimensione essenziale dell’esperienza umana e della pratica artistica.
MIGLIOR MUSIC VIDEO
Turn My Love di Rosalie Loncin – FRANCIA

Il videoclip costruisce, attraverso una raffinata armonia di colori, forme e movimenti, un universo visivo di grande delicatezza e suggestione: la leggerezza dello sguardo si traduce in una narrazione poetica, in cui la protagonista si immerge e si lascia attraversare dalla mutevolezza degli elementi naturali, fino a divenirne parte integrante. Con sensibilità e forza evocativa, l’opera trasforma il continuo mutare della natura in una metafora di rinascita e di speranza, dando vita a un’esperienza visiva capace di trasmettere serenità, meraviglia e fiducia. Un lavoro che coniuga eleganza formale e intensità emotiva, restituendo con grazia il senso profondo della trasformazione e della possibilità di un nuovo inizio.
PREMIO DELLA GIURIA MUSIC VIDEO
Che meraviglia di Sasha Alessandra Carlesi – ITALIA

Il video intreccia con sensibilità e naturalezza le immagini del film Sei sempre stata tu con i momenti di condivisione e spontaneità vissuti dagli attori fuori dal set, costruendo una narrazione intima e autentica che accompagna con armonia le parole e le note dell’artista. Il videoclip trasforma il dialogo tra musica e immagini in uno spazio di memoria e di emozione, in cui la dimensione cinematografica e quella umana si fondono con equilibrio e delicatezza.
MIGLIOR SHORT FILM
Qualcosa è caduto dalla luna di Francesco Paolucci – ITALIA

Il film trova la propria forza nella dimensione collettiva del processo creativo, coinvolgendo un’intera comunità in un percorso capace di attraversare territori, memorie e linguaggi. Attraverso un raffinato dialogo tra cinema e letteratura, sostenuto da scelte grafiche e di animazione di grande suggestione poetica, il film costruisce un immaginario ricco e profondamente evocativo, in cui la ricerca formale si intreccia con la partecipazione e la condivisione. L’opera restituisce una concezione del cinema come pratica relazionale e spazio di incontro, facendo emergere la figura del regista non come autore esclusivo e autoreferenziale, ma come promotore di comunità, capace di dialogare con altre sensibilità, oltrepassare i confini del proprio ambito artistico e aprire nuove prospettive di collaborazione e di narrazione. Un film che riafferma il valore del fare insieme e la capacità del cinema di generare legami, immaginazione e nuove forme di appartenenza.
PREMIO DELLA GIURIA SHORT FILM
Non più andrai di Raffaele Rossi – ITALIA

Il film restituisce con autenticità e sensibilità il ritratto di una generazione chiamata quotidianamente a confrontarsi con scelte complesse, con il timore di non essere all’altezza delle aspettative imposte dalla società e con la difficoltà di preservare i legami affettivi e il proprio mondo interiore. Attraverso una narrazione costruita con efficacia mediante il ricorso ai flashback, il film coinvolge profondamente lo spettatore, evocando memorie, esperienze e fragilità che appartengono alla storia personale di ciascuno. Realizzata con risorse limitate ma sostenuta dall’entusiasmo e dalla coesione di un gruppo di studenti dell’Accademia, l’opera testimonia il valore della collaborazione e della condivisione, facendo emergere una piccola comunità creativa che ha saputo trasformare la passione in linguaggio cinematografico. Un film che coniuga sincerità narrativa e forza collettiva, restituendo uno sguardo generazionale intenso e profondamente umano.
PREMIO DELLA GIURIA SHORT FILM
Sei sempre stata tu di Sasha Alessandra Carlesi – ITALIA

Il film, andando oltre la rappresentazione del disagio e della malattia psicologica, costruisce una narrazione profonda e delicata che pone al centro la forza degli affetti e la capacità dell’amore di resistere al tempo, alla fragilità e alle scelte della vita. Lontano da ogni semplificazione, l’opera si fa racconto di resilienza e di speranza, affermando con grande intensità che è sempre possibile ricominciare, ritrovare sé stessi e continuare ad amare, passo dopo passo, un giorno alla volta.
PREMIO MIGLIOR REGISTA
Francesco Paolucci – Qualcosa è caduto dalla luna – ITALIA
Per aver saputo interpretare il ruolo del regista come quello di un autore aperto all’incontro e alla condivisione, capace di trasformare il cinema in uno spazio di dialogo e di partecipazione. Lontano da ogni forma di autoreferenzialità, Francesco Paolucci si distingue per una pratica artistica che genera comunità, favorisce la collaborazione e si apre costantemente al confronto con altri linguaggi e sensibilità. La sua visione del cinema supera i confini tradizionali della regia per diventare esperienza collettiva e occasione di crescita reciproca, capace di creare relazioni, attraversare i territori dell’arte e della società e aprire nuove prospettive sul significato stesso del fare cinema. Un riconoscimento a una concezione della regia fondata sull’ascolto, sulla condivisione e sulla capacità di trasformare il gesto creativo in un’autentica esperienza umana.
PREMIO MIGLIOR ATTORE
Giacomo Faccini – Non più andrai di Raffaele Rossi – ITALIA
Per l’intensità e l’autenticità della sua interpretazione, capace di coinvolgere profondamente lo spettatore e di restituire con sensibilità e naturalezza la complessità del personaggio: un riconoscimento a una prova attoriale sincera e intensa.
PREMIO MIGLIORE ATTRICE
Valérie Troisier – Encore une belle journée di Charles Dutel – FRANCIA

Per la straordinaria intensità e la profonda capacità espressiva con cui riesce a dare forma alle emozioni più intime, affidandosi a una recitazione essenziale e misurata. Attraverso la forza degli sguardi, la delicatezza dei movimenti del volto e una presenza scenica di rara sensibilità, Valérie Troisier costruisce un’interpretazione intensa e commovente, capace di coinvolgere lo spettatore senza ricorrere ai codici più convenzionali della recitazione. Un riconoscimento a una prova attoriale di grande raffinatezza, in cui il linguaggio silenzioso delle espressioni e dei gesti si trasforma in una potente esperienza emotiva e cinematografica.
PREMIO MIGLIORE SCENEGGIATURA
Andrea Di Salvatore – Jusqu’au Prochain Souffle di Andrea Di Salvatore – ITALIA

Per aver costruito una scrittura cinematografica di grande rigore e sensibilità, capace di coniugare linearità e coerenza narrativa con una costante capacità di sorprendere. Attraverso una successione di scene inedite e imprevedibili, la sceneggiatura sviluppa un racconto in cui il non detto acquista la stessa forza delle parole e in cui gli spazi vuoti, i silenzi, il vento e il mare si fanno protagonisti di una narrazione intensa e profondamente evocativa. Con raffinata misura e grande consapevolezza del linguaggio cinematografico, Andrea Di Salvatore dà vita a un’esperienza collettiva toccante, nella quale il paesaggio e gli elementi naturali diventano parte integrante delle emozioni e delle relazioni umane. Un riconoscimento a una scrittura capace di trasformare l’essenzialità in poesia e di restituire, con rara autenticità, la profondità dell’esperienza condivisa.
I Premi sono stati assegnati combinando i voti della Giuria Popolare con quella della Giuria tecnica formata da Silvia Di Tosti, Alberto D’Amico, Claudio Di Patre, Roberta Melasecca.
Di seguito le foto della serata finale e delle diverse serate di proiezione.
SERATA DI PREMIAZIONE
FESTIVAL DEL TEMPO – Logical Space Roma
Video di Irene Innamorati
APERTURA FESTIVAL DEL TEMPO
27 MAGGIO 2026 – Studio Campo Boario Roma
Video di Irene Innamorati
FESTIVAL DEL TEMPO
28 MAGGIO 2026 – Kou Gallery Roma
Video di Irene Innamorati
FESTIVAL DEL TEMPO
29 MAGGIO 2026 – Studio Campo Boario Roma
Video di Irene Innamorati
FESTIVAL DEL TEMPO
3 GIUGNO 2026 – Kou Gallery Roma
Video di Irene Innamorati
FESTIVAL DEL TEMPO
4 GIUGNO 2026 – Kou Gallery Roma
Video di Irene Innamorati
FESTIVAL DEL TEMPO
5 GIUGNO 2026 – AAIE Center for Contemporary Art Roma
Video di Irene Innamorati
FESTIVAL DEL TEMPO
6 GIUGNO 2026 – Studio Campo Boario Roma
Video di Irene Innamorati
Il Festival del Tempo è promosso dall’associazione culturale blowart, con la direzione artistica di Roberta Melasecca, con il patrocinio della Regione Lazio, di Roma Capitale_Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, con il patrocinio di Cittadellarte Fondazione Pistoletto ONLUS, con la collaborazione del Municipio VII Roma Capitale, con la collaborazione di Kou Gallery, Studio Campo Boario, Logical Space, AAIE Center for Contemporary Art, Movimento VulnerarTe APS, con la media partnership di VulnerarTe Magazine, Quarta Parete Roma, Talkcity.it, The Parallel Vision, Unfolding Roma. L’immagine guida della settima edizione del Festival del Tempo è Costellazioni di Sara Ciuffetta per il Festival del Tempo 2024.


































