I progetti 2025. La Materia del Desiderio: Non abbiamo la stoffa delle tartarughe


Non abbiamo la stoffa delle tartarughe
Installazione di
Silvia Stucky, Giovanna Iorio, Pierluigi Puglisi
Laboratorio di Silvia Stucky
A cura di Roberta Melasecca
dal 21 al 25 maggio 2025
Santa Maria di Castello / Cisterne – Genova

 

Per la Genova Design Week l’edizione speciale di Librinfestival con il Festival del Tempo propone il progetto “La Materia del Desiderio”, strutturato in tre momenti principali: l’installazione ambientaleNon abbiamo la stoffa delle tartarughe con i lavori fotografici di Silvia Stucky, i testi poetici di Giovanna Iorio e i brani composti da Pierluigi Puglisi, a cura di Roberta Melasecca; il laboratorio aperto partecipativo “I desideri del Pianeta Terra di Silvia Stucky; la Tavola rotondaLa Materia del Desiderio” di carattere letterario a cura di Silvia Di Tosti, Alessia Fedeli e Roberta Melasecca.

La Materia del Desiderio
Qual è la materia del desiderio?
Di tempi, di respiri, di sollievi.
Qual è la materia del desiderio?
Di tanti, susseguenti momenti felici, esigui e passeggeri, indelebili e perenni.
Qual è la materia del desiderio?
Gesti sacrali dell’intimo, sguardi amorosi del fuori: reiterati in un tempo lungo, si misurano nel corpo del singolo, nel corpo della comunità.
Qual è la materia del desiderio?
Invenzione di vite, creatore di felicità, innalzamento di desideri, materia viva, palpabile, pulsante.

L’installazione ambientale “Non abbiamo la stoffa delle tartarughe”, nelle Cisterne di Santa Maria di Castello, invita a riflettere sui legami di armonia ed equilibrio che permettono la vita. Natura e scienza insegnano che tutto è interconnesso: in particolar modo la neurobiologia vegetale ricorda che la nostra stessa sopravvivenza è strettamente legata all’esistenza delle piante. In questo momento storico così fragile, il genere umano deve tornare ad aprirsi alla compassione in un rinnovato dialogo con gli esseri animati e non animati: allora la materia del desiderio coincide con quella particolare volontà di immaginare e generare il futuro. Possiamo diventare osservatori puntuali di avvenimenti, azioni e comportamenti, sviluppare percezioni che ci rendono consapevoli: non è troppo tardi per orientare la speranza e per imprimere nuovi segni, per riscoprire e recuperare azioni simbiotiche e comunitarie che ricentrino l’”uomo” all’interno di un nuovo Umanesimo e di un nuovo Urbanesimo costellato da reti complesse, aperte e libere. Possiamo tessere una nuova rete di comunità territoriali interagenti e collaboranti, mettendo in atto azioni incentrate su quelle realtà che assumono come elemento fondante di se stesse l’identità profonda tra umanità e natura. Il progetto nasce da un processo trasdisciplinare che fonde arte, poesia e musica e che presenterà varie modalità di interazione e fruizione con il pubblico. Le poesie di Giovanna Iorio sono ispirate al testo di Carlo Rovelli Sette brevi lezioni di fisica, Piccola Biblioteca Adelphi, 2014; i brani di Pierluigi Puglisi sono stati appositamente composti e saranno fruibili mediante codici qr e in postazione dedicata all’ascolto.

// I desideri del Pianeta Terra 
Laboratorio partecipativo di Silvia Stucky
Santa Maria di Castello / Aranceto – Genova

In collegamento con l’installazione ambientale, il laboratorio “I desideri del Pianeta Terra” coinvolgerà cittadinanza e visitatori in un percorso di desiderio e consapevolezza, permettendo di inventare nuove strategie di relazione. Il laboratorio è composto di due momenti, il primo d’informazione e conoscenza, il secondo di elaborazione e relazione.

1. Materia: conoscere. Per immaginare i desideri della Terra verranno prese in considerazione tre materie, tre risorse: i minerali custoditi nelle sue viscere, le grandi foreste primarie che permettono la vita, le acque e il loro ciclo vitale. Scopriremo dati scientifici su queste risorse, diffusione e sostenibilità. Infatti la nostra libertà procede dalla consapevolezza, dal sapere, dalla conoscenza dei fenomeni che costituiscono la vita del pianeta Terra e quindi la nostra vita. 2. Desideri: strategie. Se abbiamo imparato qualcosa che riguarda il futuro della Terra e quindi anche il nostro futuro, cosa possiamo fare per invertire il cammino? Operare per tutelare “l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”. Chiedere un’economia circolare, una distribuzione equa e una giustizia sociale, la cura del territorio, la tutela di foreste e zone verdi, e dell’acqua in tutte le sue forme.

La tua risposta è il tuo desiderio: Disegna, scrivi, racconta il tuo impegno per un’azione concreta che unisca i nostri desideri alla salvaguardia della Terra!

Al termine del laboratorio di sabato 24 maggio, alle ore 18.30 seguirà il Concerto del quartetto Maricanti (Cristina Alioto, Tiziana Fosella, Mariella Melani, Anna Menchinelli), il cui repertorio spazia da atmosfere leggere e giocose a momenti di intensità poetica.


TESTO CRITICO

La Materia del Desiderio
di Roberta Melasecca

Sopravvivere. Desiderare di sopravvivere.
Non rimane che un unico desiderio?

Il rapporto Copernicus Global Climate Highlights conferma che il 2024 è stato l’anno più caldo dall’inizio delle rilevazioni: mentre la temperatura media annuale globale è stata di 1.5° al di sopra dei livelli preindustriali, in Europa la temperatura ha superato i 2.5°. Ben presto il Vecchio Continente diverrà un luogo invivibile con condizioni climatiche estreme ed alquanto inedite. Scenari apocalittici non sembrano così lontani. Prende forma un iniziale desiderio: adattarsi per sopravvivere.

Mentre gli obiettivi dell’Agenda 2030 sembrano quasi messi da parte dai Paesi aderenti, emerge un sentimento sotterraneo, portato avanti con fatica, un credo sommesso, che si insinua e prende consapevolezza. La sua voce è la nostra. E noi siamo ricercatori, artisti, filosofi, botanici, architetti, danzatori, musicisti, scrittori e poeti, teologi, antropologi e scienziati. Un intero popolo che vuole ripensare il pianeta, un mondo diverso in cui l’essere umano è l’elemento che determina il cambiamento, non verso la distruzione ma verso il miglioramento della vita. Umanità e Natura scoprono di essere unica essenza, un’unica intelligenza, viva, che costruisce non solo forme di adattamento ma pratiche di trasformazione.

Siamo una moltitudine, una schiera folta di intellettuali che non si arrendono di fronte ad un destino che appare inevitabile. I nostri sono gesti di creazione, interventi politici e sociali che non accettano passivamente il contingente ma tentano il dialogo con la complessità del reale.

Ogni atto creativo origina un’infrastruttura collettiva, urbana, paesaggistica. Ogni azione produce schemi di connessioni. Vogliamo immaginare e realizzare piattaforme di desideri, in cui l’essere umano sia strumento di ripristino responsabile, nella convinzione che non sia troppo tardi per orientare la speranza e imprimere nuovi segni. È l’inizio di una nuova era, di un Nuovo Umanesimo e di un Nuovo Urbanesimo, in cui al centro non è più l’umanità ma l’alleanza tra tutte le forze insistenti sulla terra.

Noi, intellettuali, artisti, ora ne siamo certi. Quello che da noi è generato è attività di modificazione che incide nelle menti, nei pensieri, nei meccanismi delle stesse comunità. Non possiamo salvarci da soli.

Silvia Stucky, Giovanna Iorio e Pierluigi Puglisi intrecciano immagine, parola e suono, figurano un sistema di relazioni, forgiano gesti sacrali dell’intimo, sguardi amorosi del fuori che, reiterati in un tempo lungo, si misurano nel corpo del singolo e del collettivo. Il loro obiettivo non è quello di sensibilizzare ma farsi operatori di rinascita e incitare noi a essere altrettanto.

Quello che vedrete, leggerete, sentirete è voce e respiro, è vita incarnata, è immersione nella realtà, non quella immaginifica e visionaria ma quella che calpestiamo camminando, che tocchiamo sfiorando e prendendo, che determiniamo parlando e scrivendo.

Quello che vedrete, leggerete, sentirete è un cantiere di rigenerazione. Qui ci possiamo incontrare, possiamo scambiare idee e proposte, possiamo resistere e riparare, possiamo curare, riattivare memorie e istanze, possiamo accogliere ed essere accolti.

L’unico desiderio non è sopravvivere.


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